Le App nel mirino del Garante: solo il 15% fornisce un’informativa chiara

Le App nel mirino del Garante: solo il 15% fornisce un’informativa chiara

Le app nel mirino del Garante

Le app ci semplificano la vita ma ad esse concediamo di accedere, troppo spesso inconsapevolmente, ad un numero sempre più ampio di dati personali anche molto importanti: non solo la rubrica telefonica o le foto, ma anche la posizione geografica, oppure, come nel caso delle app a carattere medico, dati sanitari.

Il rischio è un monitoraggio digitale permanente al quale ci stiamo via via assuefacendo.

Mettere a disposizione degli utenti una informativa prima del download è fondamentale per la tutela dei diritti, perché consente alle persone di decidere liberamente e consapevolmente, prima dell’installazione, se permettere l’uso dei propri dati o meno.

Le Autorità del network, nate per rafforzare la cooperazione tra le Autorità della privacy di tutto il mondo,  hanno sollevato la questione in una lettera aperta inviata a 7 marketplace (Apple, Google, Samsung, Microsoft, Nokia, BlackBerry e Amazon) sollecitandoli ad assicurare precise garanzie a protezione dei dati degli utenti che usano le applicazioni mobili.

La richiesta a seguito di indagine che mostra che su un totale di oltre 1.200 applicazioni esaminate in tutto il mondo, appena il 15% risulta dotato di un’informativa privacy realmente chiara.