No all’uso di mail aziendale per scopi privati

No all’uso della mail aziendale per scopi privati Giustificato il controllo, con successivo licenziamento, di un dipendente

No all’uso della mail aziendale per scopi privati Giustificato il controllo, con successivo licenziamento, di un dipendente

Se un dipendente usa la posta elettronica o internet aziendali per fini personali è passibile di provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento nei casi più gravi in cui viene meno la fiducia nel rapporto con il datore di lavoro. E’ quanto ha affermato una sentenza della Corte Europea dei diritti umani riguardo ad un cittadino romeno che usava la casella mail dell’azienda per chattare con la fidanzata e il fratello, infrangendo il regolamento aziendale.

Dopo essere stato scoperto dal datore di lavoro, Bogdan Mihai-Bărbulescu le ha provate di tutte per far annullare il licenziamento, prima attraverso i tribunali nazionali, e poi appellandosi invano alla Corte di Strasburgo per un’improbabile violazione della privacy.

Trattandosi infatti di un account aziendale da utilizzare esclusivamente per dare assistenza ai clienti, i giudici hanno rilevato che la società aveva regolarmente reso noto una propria policy sull’utilizzo degli strumenti informatici messi a disposizione esclusivamente per scopi professionali, e che neanche sia “irragionevole che un datore di lavoro voglia verificare che i dipendenti portino a termine i propri incarichi durante l’orario di lavoro”, stabilendo pertanto che il licenziamento era legittimo.

Nessuna novità nemmeno per il Garante della privacy italiano che ha emanato da tempo specifiche linee guida per l’utilizzo di posta elettronica e internet, affinché le aziende redigano un proprio regolamento interno per far conoscere ai dipendenti le finalità di tali strumenti e le regole che devono rispettare per non incorrere in sanzioni disciplinari, comunicando allo stesso tempo la facoltà del datore di lavoro di effettuare delle verifiche periodiche sul corretto utilizzo degli strumenti informatici.  

Ciò non significa ovviamente che le aziende possano sistematicamente spiare ogni singola attività del dipendente in modo vessatorio, comportamento vietato dallo Statuto dei Lavoratori, d’altra parte quando si utilizzano email o internet messi a disposizione per svolgere le proprie mansioni, non sarà possibile invocare violazioni della privacy se il titolare accede agli strumenti di cui egli stesso è proprietario.

Sentenza amara per i lavoratori di tutto il mondo che ancora una volta ribadisce il fatto che sul posto di lavoro si deve lavorare e basta…