Geolocalizzazione sul lavoro: via libera con l’accordo sindacale

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Il Garante della privacy ha dato il via libera all’utilizzo di sistemi di geolocalizzazione sul lavoro. Come previsto dallo Statuto dei lavoratori, però, per avere il nullaosta sarà necessario l’accordo sindacale e andrà inoltre garantita la riservatezza dei propri dipendenti.

Tenuto ad esprimersi in merito alla richiesta di verifica preliminare presentata da una compagnia che offre servizi idrici e assistenza sulla rete, il Garante della privacy ha riconosciuto, nel corso dell’istruttoria, il legittimo interesse della società a rilevare la posizione dei propri mezzi, ma solo nel pieno rispetto della privacy dai lavoratori.

Nel caso in esame, la geolocalizzazione dei veicoli utilizzati per gli interventi sarà attivata per molteplici scopi, che spaziano dalla tutela del patrimonio aziendale alla corretta manutenzione dei veicoli, dall’ottimizzazione delle richieste di intervento o delle emergenze, all’innalzamento delle condizioni di sicurezza sul lavoro dei dipendenti e, ancora, per calcolare il tempo di lavoro effettivo oppure per la gestione di eventuali incidenti stradali o di sanzioni subite per violazioni del codice della strada.

Rimane implicito che il sistema di geolocalizzazione dei veicoli, anche dopo le modifiche introdotte dal cosiddetto Jobs Act, potrebbe consentire il controllo a distanza dei lavoratori. Per poterlo attivare si dovrà prima raggiungere un apposito accordo con le rappresentanze sindacali o, in sua assenza, si dovrà richiedere l’autorizzazione all’Ispettorato nazionale del lavoro.

Inoltre, dovranno essere attentamente rispettate le seguenti misure, ovvero:

  1. Dovranno essere adottate precise misure di sicurezza e l’accesso ai dati trattati dovrà essere consentito al solo personale incaricato, definendo per i dati di geolocalizzazione appositi profili autorizzativi individuali per ogni singolo utente.
  2. Dovrà essere escluso il monitoraggio dei tracciati percorsi, salvo il possibile trattamento dei relativi dati in forma aggregata o anonima per finalità statistiche e di programmazione del lavoro. La società potrà comunque avviare il trattamento delle informazioni sulla posizione geografica dei veicoli di lavoro solo dopo aver effettuato la notificazione al Garante e aver fornito un’informativa completa ai dipendenti.
  3. È necessario definire le modalità di raccolta, di elaborazione e di conservazione dei dati di geolocalizzazione e degli altri dati personali, differenziando le tutele in base alla singola finalità perseguita
  4. Come previsto dalla normativa, i dati da utilizzare in caso di contestazione di violazione amministrativa con modalità non immediata potranno essere conservati al massimo per 90 giorni, dopodiché dovranno essere automaticamente cancellati o anonimizzati.

 

Fonte: Garante Privacy via Federprivacy