
La vicenda nasce da un incidente avvenuto nell’istituto: nel richiedere il risarcimento alla compagnia assicurativa, i genitori hanno appreso dell’esistenza di una registrazione dell’episodio, dalla quale risultava riconoscibile l’identità di diversi minori. I genitori si sono quindi rivolti al Garante, che ha avviato l’istruttoria.
Dalle verifiche è emerso un sistema di videosorveglianza composto da 38 telecamere collegate a due videoregistratori digitali (DVR). Le telecamere riprendevano gli accessi ai cancelli, il parcheggio esterno, i depositi, le scale esterne e i portoni di ingresso e uscita, oltre agli atri di accesso ai piani. Le immagini venivano conservate rispettivamente per 8 giorni (nel caso delle aree esterne) e 14 giorni (aree interne).
Il Garante ha sottolineato che il trattamento ha riguardato dei minori, «persone fisiche vulnerabili» dal punto di vista del trattamento dei dati personali. Sebbene le aule non fossero filmate, l’autorità ha osservato che la vita scolastica si svolge anche in aree di transito e sosta, perciò riprese in tali luoghi incidono comunque sulla riservatezza di studenti, docenti e personale. Le videocamere attive durante l’orario di apertura scolastica hanno dunque costituito un trattamento non proporzionato rispetto alle finalità dichiarate.
Il Garante ha inoltre rilevato carenze procedurali:
![]() | Mancava una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA); |
![]() | Mancava una valutazione che giustificasse la conservazione delle immagini per 8 e 14 giorni, ben oltre le 72 ore considerate in molti casi come limite prudenziale; |
![]() | Le informazioni rese agli interessati non sono risultate sufficienti; |
![]() | I successivi trattamenti, come l’utilizzo della ripresa dell’incidente, sono stati dichiarati nulli perché derivanti da un trattamento inizialmente illecito. |
Queste le ragioni per cui l’Autorità ha qualificato il trattamento non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza, sanzionando la scuola per 12 mila euro.
Il caso ribadisce un principio chiaro: installare e gestire sistemi di videosorveglianza in ambienti scolastici o lavorativi richiede una rigorosa verifica di necessità, misure di minimizzazione, informazione puntuale agli interessati e valutazioni d’impatto adeguate, soprattutto quando sono coinvolti minori.
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